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Salvo Currò – mediterranean artworks

Kennst Du das Land wo die Zitronen bluehen?


Do you know the land where the lemon trees grow?

 Goethe

biography

Salvo Currò is an architect and an urban sketcher who lives in Milazzo, where he works as a teacher in a secondary school. He began his artistic career very young in 1968, after attending an evening course in drawing. It was then that he initiated the process that has led to group exhibitions and solo shows across Italy, achieving critical acclaim as well as national and regional awards. Moreover, he served as coordinator of the artistic group “Le Maschere”, which operated in Italy between the 80s and the 90s. His love of chalcography generated collaboration alongside Sicilians masters in an engraving school during the same period. Since 2012, he has participated in an international artists collective interested in drawings depicting real life and recording Mediterranean culture. In 2013, he also took part in meetings for urban sketchers with the same artistic group. As a watercolour enthusiast, he has studied this technique for many years, gaining personal identity and originality in his works. This is evident in his private collections both in Italy and abroad.

Architecte et adepte du dessin sur le vif, Salvo Currò vit et travaille à Milazzo, où il enseigne au collège. Il débute très jeune son activité artistique dès 1968 après avoir fréquenté les cours du soir de dessin. Son parcours prend ensuite la forme de participations à des expositions collectives et individuelles dans plusieurs ville d’Italie et à l’étranger. Salué par la critique, il décroche de nombreux prix régionaux et nationaux. Il assure d’autre part la coordination du groupe artistique “Le Maschere”, présent et très actif en Italie entre les années 80 et 90. Egalement passionné de chalcographie, il collabore dans le même temps avec des enseignants siciliens au sein d’une école de gravure. Depuis 2012, il fréquente un collectif d’artistes internationaux de dessin d’après nature intéressé à la diffusion de la culture méditerranéenne et, avec ce collectif, participe à de nombreuses rencontre d’art sur le vif. Amoureux de l’aquarelle, il étudie cette technique depuis de nombreuses années en acquérant une identité personnelle et originale dans ses œuvres que l’on peut retrouver en nombre parmi les collections privées tant en Italie qu’à l’étranger.

Latest exhibitions

Récentes expositions

 

Exhibitions and awards

2014

  • Venice: watercolour exhibition in IUAV
  • Catania: Storia Patria Museum / L’arca delle meraviglie / Urban sketches
  • Acireale (CT): Urban sketch exhibition
  • Milazzo (ME): Castle / personal exhibition “Milazzo in acquerello”
  • Montalbano Elicona (ME): 1st place at the competition “I borghi più belli”
  • Messina: 1st place at the International Competition “Mare Nostrum”
  • Letojanni / Taormina (ME): collective exhibition “Natura e mediterraneità”

2015

  • Berlin: Urban sketch exhibition
  • Milazzo (ME): D’Amico Palace / “I pupi siciliani in acquerello”
  • Pace del Mela (ME): Del Mela Theatre / “Scorci di Sicilia in acquerello”
  • Spadafora (ME): Castle / collective exhibition “…di Passione”
  • Messina: Palacultura / collective exhibition “Donna in Arte”
  • Rome: La Pigna Gallery / International collective exhibition “Pace e Spiritualità”
  • Catania: Le Ciminiere / honourable mention “Sicilia è cinema”
  • Milazzo (ME): Paladiana / charity collective exhibition “Milazzo for Africa” and “il sorriso di Roberta per l’UNICEF”
  • Messina: UNIPEGASO University / personal exhibition “Mare e terra di Sicilia”
  • Galati Mamertino (ME): Foundation Crimi / personal exhibition “Galati in acquerello”
  • Bruxelles: European Commission “Sicily at the heart of the Mediterranean”

2016

  • Messina: Art work delivering to the Prefect of Messina  S.E. Trotta;
  • Milazzo (Me) : “Scuola Media Garibaldi” /personal exhibition “Voglia di mare nell’arte”
  • Messina : Monte di Pieta’ / “Dal mito al contemporaneo” ;
  • Milazzo : Castle / personal exhibition ” Milazzo ….Borgo tra i Borghi di Sicilia”
  • Milazzo : Eolian Milazzo Hotel ”  personal exhibition ” #Solopesci “
  • Milazzo (Me) : “Scuola Media Garibaldi” /personal exhibition “Norcia…..Tracce di Memoria”
  • Castiglione di Sicilia (CT) : I Borghi d’Italia ……. in Sicilia

 

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Giovanni Brigandì

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Kennst Du das Land wo die Zitronen bluehen? “Sai la terra dove i limoni crescono?”

Citiamo Goethe qui, anche se potremmo anche abbiamo citato uno dei molti visitatori della Sicilia, da antica attraverso tempi moderni. Un melting pot di popoli, culture, gli scambi tra Nord e Sud, Ovest ed Est, la Sicilia è stato mescolato diversi contributi armoniosamente. Fino a non molto tempo fa, la Sicilia ha rappresentato un terreno di scoperta per gli storici dell’arte, etnologi, antropologi, sociologi, ammiratori della bellezza naturale, gli amanti del buon cibo Everyone-viaggiatori, poeti, ei nativi-potrebbe richiedere molto piacere visivo attraverso l’anima e sensi. In questi ultimi anni, i tempi di spargimento di sangue e di violenza nelle guerre, instabilità politica, la povertà in Africa, e conflitti nel Vicino e Medio Oriente hanno tutti messo la Sicilia, così come tutto il bacino del Mediterraneo, nelle prime pagine della cronaca quotidiana. C’è turbolenze in atto nella nostra civiltà, come si verifica una volta ogni dieci-quindici secoli nella storia umana, anche se esitiamo a chiamare in questo modo. Sicilia è diventato un luogo di atterraggio, un ponte tra l’universo del genere umano pietoso e disperato e in Europa, l’illusione della sicurezza e del benessere.

Sicilia riceve generosamente milioni di immigrati. Attraverso una varietà di eventi storici, questa isola era stato in grado di creare una propria identità. Ma sarà in grado di conservare la sua anima?

Salvo Currò almeno consciamente, non pone questa domanda .. E anche se alcuni dei suoi acquerelli mostrano pesci scarno che sembrano cercare la loro strada ricordandoci metaforicamente degli eventi attuali del Mediterraneo, la sua ispirazione è sempre la Sicilia. La Sicilia è terra d’origine dell’artista, che egli affettuosamente ci invita a visitare e scoprire attraverso il suo punto di vista come un artista figurativo. Frammenti di paesaggio, i volti, i pesci, e il folklore non sono portati insieme come una guida turistica, ma come un corso di “coup de coeur”.

La combinazione di non solo di bellezze naturali, ma anche una vista di interferenze storiche e culturali suggerisce il suo carattere distintivo.

Salvo Currò crea opere d’arte che ci attraggono con l’emozione gioiosa di un’estate mediterranea eterna. Le opere d’arte che ricordano i colori-non modificati, esaltati, e selezionati dall’artista-trovato in natura, in cucina, e nella panetteria siciliana, e alcuni di noi ricordano ancora la fragranza. Si tratta di un bagliore di una personalità inconfondibile radiante. Ecco il lato oscuro della natura siciliana è scomparso. Di conseguenza, queste immagini suscitano in ognuno di noi il ricordo di frutti dai colori sgargianti e il loro effetto leggermente esilarante come ricordiamo anche gli arbusti che crescono lungo le pendici vulcaniche sulle isole della nostra infanzia.

Sketcher urbano

Sketcher urbano o l’uomo che pratica l’arte di schizzi urbani fuori dal suo studio: con questa frase Salvo Currò si descrive. Questa forma d’arte evoca elementi del mondo urbano, insieme a paesaggi marini, e gruppi di persone indicate nel l’impressione (o l’espressione) di un preciso momento. Lo strumento tecnica dell’acquarello spicca nello spazio, a volte più spessa e più morbido, sciolto, o mancanti altrove. La parte del tutto e il tutto si sono evocati e completato da l’occhio dello spettatore. Questo effetto è chiamato l’arte della ” Macchiaioli ”. Queste forme non sono macchie delineati per caso, ma sono da intendersi psicologicamente. Il disegno qui è abile; definisce un tracciato con precisione lo spazio, quasi fotografica dove possiamo trovare l’artista. Nel complesso, i colori comprendono una vasta gamma tra i toni chiaroscurali sensualmente vivaci e grigio. Il significato del lavoro con motivi di pesci, paesaggi, volti e può diventare aneddotica in una certa misura. Pertanto, l’impatto visivo predominante deriva dal contrasto tra la forma rigorosa e colori brillanti anche nelle grigi, che sembrano rifiutare di essere bloccato in un quadro geometrico stretta e la lotta a saltare fuori. Si lascia il posto a un potente effetto visivo che fonde bellezza e l’energia, lo spostamento e piena di vitalità ed equilibrio.

Un Mystique o una Scuola di vista (osservazione)

Salvo Currò è ben lungi dall’essere isolato nella scena siciliana, ma è piuttosto uno dei suoi rappresentanti di spicco, artisticamente parlando. Siamo stati sorpresi e felici di scoprire che la nostra provincia ha dato vita a un gran numero di eccellenti artisti figurativi. Come possiamo spiegarlo? Naturalmente, questo è il patrimonio storico e culturale nel Sud d’Italia (in Italia in generale?) Che ha sviluppato la filosofia di valutare una situazione o di una persona, con l’istinto immediato a prima vista, e l’adozione di una conseguente comportamento. Fino a circa dieci anni fa, l’aspetto ha avuto un ruolo essenziale nel rapporto, tra l’uomo e la donna, in cui i primi approcci erano tradizionalmente da lontano sotto rigide regole. Di conseguenza, guardando l’altro necessario per fornire una deduzione a carattere dell’altro e valore morale. Il volto era uno specchio dell’anima e l’armonia di un corpo perfetto riflette una personalità ben equilibrata; bellezza esteriore è stata confusa con la bellezza interiore nell’immaginare ciò che non poteva essere visto.

Bellezza nell’arte e nella vita, come un dealization remoto poetica, sublimazione o la meditazione di una vera vita difficile da raggiungere.

Quindi, possiamo trovare questo tema nella poesia della scuola siciliana, ispirata al occitana Trovatori, e poi seguita in Toscana da ” Il Dolce Stil Novo ”, nel Medioevo. Poi nel Rinascimento, come eredità della Grecia antica, la bellezza nelle belle arti fiorì prima in Italia e poi negli altri paesi europei. Ora il culto della bellezza sembra essere diventato universale come per il corpo umano. Sembra essere una parte di una società materialista svuotato di ogni coinvolgimento morale, spirituale, poetico e metafisico, ma invece è visto come un “valore aggiunto” in una società dove tutto è commercializzato (Beatrice di Dante non sarebbe stato messo in Paradiso tra i presenti signore benedetti).

Una scuola siciliana?

Come possiamo spiegare il fiorire di ricerca relativa al tema della bellezza nella pittura corrente in Sicilia e all’estero? Fa il cielo e la natura mediterranea, punto noi verso il culto della bellezza? Può la ricerca del bello essere considerata non solo un semplice fattore edonistica, ma anche un antidoto al nichilismo e l’oscurità sociale? bellezza potrebbe anche essere “individualizzazione personale”, come una comunione con paesaggi naturali, o con la creazione umana, o dello spirito e l’anima? Svolge attività di ricerca attorno bellezza ci portano al di fuori dal comune e fuori di noi stessi (spesso rifiutata) ad una sorta di oblio o “trascendenza” in un modo che modernizza inavvertitamente forme di religiosità medievale? Ci può essere la ricerca della bellezza che non esclude il dolore quando ci-ricerca lascia che permette la bruttezza, se artistico, la bellezza diventare e il dolore, l’altro lato della gioia?

Questa mostra ci invita in un viaggio. E ‘di fronte a noi e, solo forse, dentro di noi, a seconda delle risposte personali evoca in ogni spettatore. Personalmente, troviamo in immagini che che si potevano trovare in un museo idilliaco, tra gli altri resti, con la tenerezza e la nostalgia di un’infanzia, sepolto ma sempre cari, di un mondo che passa in fretta. Come avere milioni di altre persone disperate, abbiamo lasciato la Sicilia per il benessere e la dignità sociale offerto al Nord in una migrazione ben organizzato e pianificato. Tuttavia, non abbiamo mai spolverati nostre scarpe in rifiuto di una terra ingrata; siamo andati via ad apprezzare ancora di più.

Artisti come Salvo Currò contribuiscono ad alimentare questa fiamma. E lo ringraziamo.


“Kennst Du das Land wo die Zitronen blühen? “Sai la terra o ‘crescere i limoni?

Citiamo Goethe, ma potremmo anche correttamente individuare uno qualsiasi dei molti visitatori di Sicilia, dall’antichità ai giorni nostri. Perché crocevia di popoli, culture, gli scambi tra Nord e Sud, Est e Ovest, la Sicilia ha saputo fondere armoniosamente i diversi contributi. Fino a ieri, la terra per gli storici dell’arte, etnologi, antropologi, sociologi, amanti delle bellezze naturali, il buon cibo … scoperto; tutti, se villeggiante, poeta, esteta potrebbe trovare qualcosa per saziare i suoi occhi, la sua mente e il suo sensi. Negli ultimi anni, le guerre, instabilità politica, la povertà in Africa, il Medio Oriente in un momento di rabbia e sangue, ha consegnato la Sicilia – e del bacino del Mediterraneo – la ‘A’ attualità. Uno sconvolgimento la civiltà è in corso, come accade una volta ogni dieci o quindici secoli nella storia del genere umano, ma esita a definire come tale. Non c’è dubbio che, di fronte al peso delle parole. Sicilia è diventata una porta docking, un ponte tra il mondo di un’umanità indigenti e disperati, e l’Europa miraggio di libertà, sicurezza e benessere.

Sicilia accogliere generosamente milioni di migranti, colei che, seguendo i capricci della storia, era riuscito a comporre un’identità, che non mancherà di tenere la sua anima?

Salvo Currò consapevolmente, almeno, non sembra porre questa domanda. E anche se alcuni acquerelli mostrano il pesce che sembrano guardare sparuto, la loro strada, e così ci si riferisce metaforicamente alla notizia del Mediterraneo, la sua ispirazione rimane libera la Sicilia, il suo paese, e lui sa che ci invita a scoprire, sempre con amore e attraverso i suoi occhi artista figurativo. Monete di paesaggi, volti, pesce, e il folklore sono raccolti non come una guida turistica, ma piuttosto come un viaggio del cuore. Un set che mostra, oltre alle bellezze naturali, una panoramica della interferenza storico e culturale dell’isola si consiglia specificità.

Salvo Currò ci porta opere che ci attirano con il loro fervore allegra di eterna estate mediterranea. Opere che ci ricordano i colori che si trovano (come è, ingrandite scelto? Forze Artista) in natura, in cucina, in pasticceria siciliana, che alcuni tra noi ancora conosce il profumo. Riflettendo una chiara personalità solare? Il lato oscuro della natura siciliana è qui ritratta. Così queste immagini risvegliano in noi individualmente, il ricordo di frutti dai colori vivaci e il loro effetto leggermente inebriante, corbezzoli che crescono sulle pendici vulcaniche delle isole d’infanzia.

Sketcher urbano

Sketcher urbano o uno che pratica l’arte di schizzi urbani al di fuori della sua bottega così Salvo Currò si definisce.

Gli elementi del mondo urbano, ma anche paesaggi, marine, gruppi umani … abbozzate dalla vita, in stampa (o espressione) di un momento specifico. La tecnica mezzi, acquerelli, acquerello, che si sviluppa nello spazio, più densa, a volte, più sfumata altrove; disciolta o assenti in posti. La parte per il tutto e ‘tutto’ è suggerita e completato da l’occhio dello spettatore. Questo si chiama Art du’macchiaiolo (tachiste *) Non macchie sparse in modo casuale e interpretati psicologicamente. Il disegno è qui studioso, definisce uno spazio rigorosamente tracciata, quasi fotografica – l’architetto artista trovato – ed i colori sono intatte, in una ricca gamma, a volte sensuali, a volte in toni di grigio. Il ‘significato’, vale a dire che il tema – pesci, paesaggi, volti – diventa momento aneddotica, la precedenza impatto visivo poi, il risultato del confronto tra la forma e drammatici rigorosi i colori, anche in grigio che sembrano rinunciare a chiudersi in un quadro geometrica stretto e che lottano per correre al di fuori. Un potente effetto risultante visiva unisce la bellezza e dinamismo in un instabile equilibrio, ma piena di vitalità.

Uno sguardo mistico o la scuola

Salvo Currò non è un caso isolato della scena artistica siciliana, ma uno dei suoi più illustri rappresentanti. Siamo rimasti sorpresi e felici di scoprire in provincia veniamo da tutti di alta qualità di artisti figurativi abbondanza. Come spiegare questo? Certo, v’è una storica, culturale nel Sud Italia (Italia tutto?) Che ha portato allo sviluppo di un mistico, uno sguardo scuola, vale a dire la capacità di giudicare una situazione, una persona in un’intuizione immediata, a prima vista, e adottare un atteggiamento risuona.

Lo sguardo, oltre al ruolo di sicurezza, ha svolto, fino a pochi decenni fa, un altro fondamentale nei rapporti tra i sessi, tradizionalmente regolato rigorosamente il cui primo approccio sarebbe necessariamente più lontano. Laid dall’altro, l’aspetto è stato poi permettono di intuire le qualità caratteriali e morali – volto come specchio dell’anima, l’armonia del corpo perfetto, che riflette l’equilibrio di una personalità – la bellezza tutto breve confusa con la bellezza interiore (dove è fantasticato su quello che non abbiamo potuto vedere).

La ‘bellezza’, nell’arte e nella vita, come una poetica idealizzazione ‘a distanza’, sublimazione o la mediazione di una ‘concreta’ sfuggente.

Nelle arti, si trova nella poesia della Scuola siciliana ispirato dai trovatori provenzali, seguito poi in Toscana da ‘Il dolce stil novo’ nel Medioevo e, più tardi ancora, il Rinascimento (eredità dell’antica Grecia) in belle arti prima in Italia e nel resto d’Europa da allora in poi.

Il culto della bellezza sembra essere diventato universale per oggi, almeno per quanto riguarda il corpo umano, far parte di una cultura del consumo, impoverito di qualsiasi coinvolgimento legale, spirituale, poetico o metafisico, piuttosto come più -value ‘in una società dove tutto è mercificato (il’ Beatrice ‘Dante non sarebbe stato posto in Paradiso, tra i’ Beates oggi).

Una scuola siciliana?

Come spiegare l’epidemia, la ricerca di ‘Beautiful’ nel dipinto siciliana corrente (e forse altrove)? Il cielo, la natura mediterranea che predispongono al culto della bellezza? (Quello che abbiamo spesso criticato come una debolezza). Possiamo considerare la ricerca del bello, non come mero fattore edonistica, ma anche come antidoto al nichilismo, l’oscurità sociale come individuazione personale ‘come una comunione con i paesaggi della natura, o la creazione umana, o spirito o anima? Una ricerca che ci ha portato fuori dal comune e / o di noi stessi (spesso aborrito), per una svista, era temporanea? Bella come ‘Elevation’ se non ‘trascendenza’ in un aggiornamento lei era incosciente religiosità del Medioevo?

… Una ricerca del bello che non esclude che quando si sia reso irreperibile a noi; La ricerca quindi, anche brutto, se è artistico, diventa ‘bellezza’, e la sofferenza, l’altra faccia del godimento?

Questa mostra ci invita a viaggiare. E ‘davanti a noi e, forse, da noi, a seconda echi soggettivi che incontra lì. Personalmente, troviamo le immagini da archiviare in un museo ideale, tra le altre reliquie, con tenerezza e nostalgia di un’infanzia sepolta e caro e presto un mondo scomparso. Noi che, come milioni di altri disperati, hanno un giorno lasciato la Sicilia per un benessere e dignità sociale offerto al Nord – in una migrazione rigorosamente organizzato e pianificato – non abbiamo mai scosso la polvere dalle nostre scarpe come segno di rifiuto di una Terra ingrato siamo partiti per una migliore love it!

Artisti come Salvo Currò contribuisce a questa fiamma.

E diciamo grazie.     

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Prof. Francesco Scolaro

Conosco Salvo Currò da quando eravamo entrambi ragazzini , l’ho seguito e continuo a seguirlo nei suoi percorsi artistici ed ogni volta riesce sempre a stupirmi per le novità e le invenzioni artistiche che trae dal suo vasto repertorio , che fanno di lui un artista completo e poliedrico, pur rimanendo sempre fedele ad uno stile personale ed autonomo, che lo contraddistingue.

Stavolta lo vediamo nei panni di un “Urban Sketchers ” un movimento artistico nuovo di zecca nato nel 2007 che vede artisti impegnati a registrare e raccontare la vita urbana che scorre intorno a loro , attraverso il disegno in loco (Urban drawing )

Salvo Currò ne fa parte e già da subito è diventato uno dei massimi esponenti .

Quella di oggi, è una mostra che si articola su 50 dipinti, attraverso i quali l’artista ci racconta con incredibile maestria, le forme , gli spazi e la vita di Galati Mamertino.

Sono 50 piccole perle di una collana che impreziosisce e rende ancora più bella questa cittadina.

Sono   angoli e scorci di un paesaggio urbano che restituiscono un’immagine quasi idilliaca della natura dei luoghi, dove l’artista ha saputo cogliere, sfruttando la luce accecante, calda ed avvolgente, tipicamente mediterranea, l’essenza stessa dei luoghi .

Currò usa il pennello, come un poeta la sua penna e lo fa in maniera sempre garbata, mai eccessiva o fine a se stessa.

Non cerca mai la monumentalità o il colpo ad effetto .

Se vuole coinvolgere lo spettatore , lo fa con discrezione,   usando solamente i mezzi e gli espedienti che la sua arte gli mette a disposizione e che solo i bravi artisti sanno gestire , come quello di creare forti contrasti cromatici in quelle zone del dipinto dove lui vuole che si fermi l’occhio dell’osservatore, oppure di condurci quasi per mano attraverso le oblique direttrici di ardite prospettive, per portarci nei punti focali di orizzonti lontani.

Quella dell’artista Currò sembra essere una pittura fatta di getto, improvvisata, veloce ed approssimata ed invece è tutto il contrario, perchè è meditata e studiata,   costruita tra l’altro sulle solide basi di un   disegno architettonico realizzato con un sapiente uso della prospettiva,   che l’artista   gestisce e spadroneggia   con incredibile facilità ed estrema disinvoltura ed efficacia.

A volte nel raccontarci i suoi paesaggi, ama indugiare su “ campi lunghi ” come si dice in gergo cinematografico ed allora sono paesaggi ariosi, organizzati su prospettive aeree ad ampio respiro, dove la linea dell’orizzonte si abbassa per far posto a cieli azzurri , sempre assolati .

 

 

Altre volte invece ama restringere la visione, in “campi stretti ” ed allora si sofferma a raccontarci i vicoli, gli angoli e gli scorci del paese , di cui riesce a carpirne l’anima e l’intima essenza.  

Salvo Currò   appartiene a quella stretta cerchia di artisti che definirei “ esploratori e ricercatori ”   perennemente in movimento, attratti da una curiosità   innata,   sempre in cerca di nuove esperienze , come quella rappresentata dai dipinti di questo nuovo ed originale catalogo.

La riflessione dovuta   è che la sua pittura   ha ormai raggiunto un grado di caratterizzazione,   tale che chiunque, anche un profano senza   troppe conoscenze in campo artistico, riesce a distinguere un lavoro suo , da quello di altri pittori, attraverso quello che io ritengo , l’artista Currò abbia ampiamente meritato e consolidato in questi ultimi anni e cioè la riconoscibilità di uno stile personale che già lo identifica e lo caratterizza   e che ne rappresenta la cifra stessa del suo successo.

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Mario Cipollini , campione di ciclismo italiano , presso la mostra #solopesci, Eolian Milazzo Hotel

Vincenzo Nibali, campione di ciclismo italiano , presso la mostra #solopesci, Eolian Milazzo Hotel

salvo currò

artist

newspaper articles

laprovinciamessina.it – Salvo Currò porta a Bruxelles le suggestioni della Sicilia, “cuore del Mediterraneo”

Si apre con un trionfo di pesci, che nuotano gioiosi contribuendo alla ricchezza di colori propria del fondale marino, la nuova personale dell’Architetto e Urban Sketcher milazzese Salvo Currò “La Sicilia, cuore del Mediterraneo”, in mostra a Bruxelles fino al 14 Dicembre presso la sede della Commissione Europea. Un affascinante percorso per immagini, quello proposto, che non impone ai visitatori gli aspetti stereotipati di un’isola convenzionale, ma che interpreta il tema del viaggio con gli occhi di un Urban Sketcher, raccogliendo quindi attraverso schizzi realizzati con varie tecniche le fugaci impressioni che possono incantare un viaggiatore. Ne emerge una Sicilia intima, quotidiana, che si approccia ai grandi monumenti delle principali località isolane percorrendo vie animate dall’ispirazione, respirando la bellezza delle piccole cose: dai colori delle case di Alicudi al sapore invitante dei fichi d’India, dai mercati di Palermo e Catania, ai mascheroni tipici del barocco siciliano. Non mancano ovviamente i lavori che raccontano la grandiosa magnificenza delle opere architettoniche più importanti, con grande interesse verso le dominazioni che si sono succedute, combinando armoniosamente culture  e tradizioni diverse; le tele vengono quindi invase a diritto dal teatro greco di Taormina, dall’influsso arabo di Palermo, dal barocco di Modica e Noto.

Ma la cultura siciliana è fatta anche di colori e sapori che inebriano e conquistano, ed ecco quindi giungere invitanti gli appunti su granita e cassata, per poi perdersi ammirati nella ricchezza di particolari che ricostruiscono ceramiche e pupi; ed è infine con i pesci, privi dell’allegrezza iniziale, che si conclude questo cammino personale ed evocativo.

http://laprovinciamessina.it/tirrenica/9658-salvo-curro-porta-a-bruxelles-le-suggestioni-della-sicilia-cuore-del-mediterraneo.html

oggimilazzo.it – Le opere del docente milazzese Salvo Currò a Bruxelles

“Sicily, at the heart of the Mediterranean”, “la Sicilia cuore del Mediterraneo”, questo il titolo della mostra cui parteciperà l’artista milazzese Salvo Currò architetto, urban sketcher e docente all’ Istituto Comprensivo Primo di Milazzo che rappresenterà la Sicilia alla Commissione Europea di Bruxelles dal 27 ottobre al 14 dicembre. La sua mostra stavolta oltre ai pupi, che rappresentano il cuore palpitante di una Sicilia fervida di storia e tradizione, ci mostra dei pesci che sembrano cercare sconvolti il loro cammino, riportandoci metaforicamente all’attualità mediterranea con i suoi colori vivi ed i suoi sconfinati dolori. L’artista milazzese, che ha partecipato a numerose mostre collettive sul tema del disegno dell’ambiente e del paesaggio mediterraneo, ed urban sketcher, “colui che pratica l’arte degli schizzi urbani al di fuori del suo studio”- è così che ama definirsi- ci invita a scoprire scorci di paesaggi, volti, pesci e folklore che insieme diventano un percorso del cuore, la via maestra dell’ anima. Il viaggio metaforico dell’artista milazzese, si snoda attraverso la magica porta dell’ arcipelago eoliano, per finire a Palermo culla del Mediterraneo con i suoi profumi, e i suoi colori radiosi rappresentati in opere in cui risulta un potente effetto visivo che unisce bellezza e dinamismo in un equilibrio instabile ma pieno di vitalità. Le sue opere con il loro gioioso fervore, faranno rivivere a Bruxelles un‘eterna estate mediterranea”. Mediterraneo da scoprire” cantava Mango… e lo hanno scoperto alla Commissione Europea che lo attende!

http://www.oggimilazzo.it/2015/10/28/le-opere-del-docente-milazzese-salvo-curro-a-bruxelles/

siciliapress.it – Salvo Currò nel cuore dell’Europa per esporre la sua «Sicilia, cuore del Mediterraneo»

Domenico Giuseppe Muscianisi – Dal 27 ottobre al 14 dicembre 2015 l’artista milazzese arch. Salvo Currò farà un’esposizione personale patrocinata dalla Commissione Europea presso il Palazzo della stessa Commissione a Bruxelles, il ‘cuore’ dell’Unione Europea, dal titolo Sicily, Heart of the Mediterranean / La Sicile, au cœur de la Méditerranée [Sicilia, (nel) cuore del Mediterraneo]. Un viaggio da cuore a cuore, di sentimenti e amore per la terra materna, con la volontà precisa di portarne la bellezza, i colori, le passioni contradditorie, la storia.

 

Chiunque sia e sia stato diretto in Sicilia non può non giungere o essere giunto dal mare. Così dal mare inizia il viaggio del visitatore/artista, che per un gioco di corrispondenze emotive è un viaggio ‘geografico’, nel quale davvero attraverso gli aquerelli e i disegni si conoscono luoghi fisici noti e meno noti della Sicilia, ma anche un viaggio ‘interiore’ — nel medioevo si chiamavaitinerarium mentis [viaggio della mente] —, che come una sorta di pellegrinaggio grazie agli stessi soggetti ‘materiali’ porta alla consapevolezza di sé come parte di una storia, di tradizioni, di un’isola che non è mai stata ‘isolata’, ma paradossalmente sempre al cuore della storia mediterranea, come ponte e al tempo stesso spartiacque di civiltà. In linea con la natura dell’Isola, l’artista Salvo Currò non è geloso del proprio viaggio di consapevolezza, ma al contrario vuole condividere la propria esperienza e comunicarla con i suoi acquerelli.

 

Quale posto migliore del Palazzo della Commissione Europea a Bruxelles? Con grandi sacrifici, grande impegno, ma che in una parola sola diventano passione, Salvo Currò è riuscito da solo ad esporre in personale con l’importante obbiettivo di divulgare la “bella” Sicilia. Un percorso di immagini, di cui personalmente ne apprezzo molto l’intensità creativa, fatta di colori a base di terra mescolati con acqua — cosa c’è di più naturale? —, percorso che prevede una Ringkomposition [composizione ad anello] si inizia dal mare sul quale il viaggiatore/artista giunge e si termina sullo stesso mare per il quale lo stesso viaggiatore/artista prende il largo.

 

La personale di Salvo Currò esporrà nella Sala Ricevimenti quaranta opere, per lo più acquerelli — la principale e più fortunata tecnica dell’artista —, di cui quattro tele di grandi dimensioni: dal mare aperto (anzi sottomarino) il viaggio prosegue attraverso l’arcipelago delle Isole Eolie, continua con Milazzo, la città natia dell’artista, con il suo castello arroccato sulla Grotta di Polifemo di mitologica memoria, il chiacchiericcio (u cuttigghiu) delle donne, gli scorci urbani della città antica e del centro moderno. Il viaggiatore prosegue il suo percorso toccando altri luoghi cardine della vita siciliana della costa, come Messina, Taormina, Marsala e Agrigento, anche centri più piccoli come Gallodoro, e dell’entroterra ricoperto fino all’orizzonte di spighe di grano, vera patria di Kore e Demetra, con sketch delle città più belle, come Mazzarino, più a sud Noto e il suo incredibile e sterminato ‘parco’ del barocco siciliano. Tappa fondamentale è il capoluogo Palermo, città che nella sua grandezza dagli scorci del porto, a quelli del centro storico o dei mercati tradizionali (Vucciaria e Ballarò) offre lo spunto per soffermarsi sulla cultura siciliana, dalle ceramiche di estrazione bizantine di Santo Stefano di Camastra a quelle di estrazione araba di Caltagirone, ai pupi (marionette) che narrano le epiche francesi contro i Saraceni delle Chansons de Roland[Canti di Orlando], che i Normanni importarono in Sicilia, ma che i Siciliani riformularono con una rivalutazione positiva dell’elemento arabo-saraceno, perché da noi gli Arabi hanno lasciano un magnifico ricordo.

 

La mostra del milazzese Salvo Currò presenta molti spunti originali, di grande sensibilità artistica ed etno-antropologica, una dichiarazione d’amore all’Isola madre e una volontà di riabilitare in Europa l’idea che indubbiamente è presente. Ne parlo con coscienza di causa, perché l’artista Salvo Currò ha avuto la cortesia (grande segno di stima verso di me) di mostrarmi già l’idea del progetto di questa mostra a Bruxelles, ascoltando con umiltà — che ne fa la grandezza — dell’artista le mie osservazioni e impressioni. Per questo colgo l’occasione di ringraziarlo pubblicamente.

http://www.siciliapress.it/default.asp?sel=contenuto&id=8219

terminalmilazzo.com – SALVUCCIO CURRO’, UNA PERSONALE SULLA SICILIA

SI TERRA’ A BRUXELLES, E SARA’ IL PRIMO PASSO PER FARE CONOSCERE LA NOSTRA TERRA, CON I SUOI COLORI, LE SUE BELLEZZE, LA SUA STORIA… 

Santino Smedili – Ho incontrato Salvuccio Currò, architetto e docente. Un amico che conosco da quando era ancora bambino, e nei confronti del quale nutro una grandissima stima. La sua attività professionale procede di pari passo con la sua passione per il disegno. E le sue opere sono molto apprezzate, oltre che facilmente riconoscibili. I colori, lo stile, i soggetti denotano maturità. Al punto che Salvo è uno dei massimi esponenti di artisti siciliani, le cui qualità sono state riconosciute anche fuori dai confini della nostra terra: sarà infatti a Bruxelles, per una personale dal titolo “La Sicilia, nel cuore del Mediterraneo“. Provo a saperne di più chiedendo direttamente a lui di cosa si tratta…

– Presenterò 40 opere (4 tele di grandi dimensioni in acrilico e il resto acquerelli di vari formati). E’ un viaggio attraverso la Sicilia, naturalmente facendo vedere tutte le cose belle e gioiose dell’isola. E’ un percorso ideale che un turista effettua; inizio con il mare, sott’acqua, con una tela di grandi dimensioni (3 metri x 1 metro) raffigurante tanti tonni gioiosi  come se volessero guidare il visitatore al percorso che sta per iniziare. Successivamente tele ed acquerelli del nostro mediterraneo con pesci felici e contenti che saltano e giocano.  Entro sulla terraferma dalle Eolie (Stromboli e Ginostra) con degli Urban sketch (disegni dal vero schizzati)  per poi toccare Alicudi, Lipari, Milazzo (con il nostro bellissimo castello ed altre opere); poi Messina, Taormina, Catania, Gallodoro, Montalbano, Noto, Mazzarino, Agrigento, Marsala, Trapani, Mazara, Palermo (per ognuno un acquerello che descrive luoghi caratteristici). Dopo Palermo, è la volta della cultura siciliana. Propongo opere in acquerello sulle ceramiche di Caltagirone e S. Stefano di Camastra (sole e Teste di moro), carretti e particolari di carretti siciliani e una serie di 6 opere sui pupi siciliani, per concludere con l’ultimo quadro di grande dimensione (una tela 100×150 cm.) in acrilico con una quantità notevole di pesci: il ritorno al mar Mediterraneo. La mostra sarà inaugurata, con la mia presenza e con autorità di rilievo, il 27 ottobre, presso due saloni  a piano primo in un palazzo prestigioso della Commissione Europea a Bruxelles e potrà essere visitata solo dai parlamentari e da coloro che lavorano presso la Commissione, L’accesso sarà consentito anche ad altri visitatori. E si chiuderà il 12 dicembre 2015. Successivamente la stessa esposizione sarà aperta a tutti, in data da stabilire, presso Uffici della Regione Sicilia o della Comunità Italiana all’estero, o in una galleria, sempre a Bruxelles. Il mio scopo è quello di pubblicizzare la nostra terra (senza toccare gli aspetti negativi) proponendo colori, tradizioni, paesaggi e bellezze della Sicilia e di Milazzo. Spero nel mio piccolo di riuscirci, anche se  non è facile…

Complimenti, Salvuccio. Si tratta di una tappa importante della tua carriera di artista. Ogni traguardo per te sarà una tappa successiva. Conserva sempre la tua sincera disponibilità ed il tuo rapporto affettuoso con noi tutti, orgogliosi di conoscerti e fieri di essere tuoi amici!

 

http://www.terminalmilazzo.com/salvuccio-curro-una-personale-sulla-sicilia/

tempostretto.it – Milazzo. Inaugurata al Castello una mostra di acquerelli di Salvo Currò

“E’ stata inaugurata ieri al Castello alla presenza del sindaco Carmelo Pino la mostra “Milazzo in acquerello”, personale di Salvo Currò visitabile fino all’8 Giugno presso la Cittadella fortificata. Cento opere definite dallo stesso autore “battaglie di colori”, sguardo fotografico a scorci di una città fortemente amata e continuamente riscoperta nei suoi particolari e nelle vedute che rendono così caratteristica la natura mamertina: dai pescatori di Vaccarella agli alberi di limoni che incorniciano una via secondaria, dagli schizzi veloci e “urban sketch” ai particolari barocchi che ornano i palazzi, dai pupi ai volti, in un crescendo emotivo che porta a liberare le immagini dalla loro limitatezza, restituendo loro la forza del proprio essere.
A presentare la mostra è stato il prof. Francesco Scolaro il quale ha evidenziato come gli acquerelli di Currò rappresentino “un cammino e una presa di coscienza di Milazzo e di ciò che la circonda, con la consapevolezza che tanta bellezza è però frutto di un percorso millenario fatto di oppressioni e sprazzi di luce, di pesci e di gabbiani, in un microcosmo sospeso tra mare e cielo”.

http://www.tempostretto.it/news/mostra-milazzo-inaugurata-castello-mostra-acquerelli-salvo-curr.html

siciliapress.it – Salvo Currò: la Sicilia e l’arte che genera arte

Domenico Giuseppe Muscianisi – Con l’inzio di Expo 2015 che coinvolge Milano e tutta l’Italia si sono concluse le mostre personali di Salvo Currò Pupi siciliani a Palazzo D’Amico di Milazzo e Scorci di Sicilia al Teatro del Mela di Pace del Mela, immediatamente seguita dalla mostra collettiva al Castello di Spadafora Passione. Adesso, l’artista milazzese è impegnato nella mostra collettiva internazionale Pace e spiritualità bandita dall’Accademia Euromediterranea delle Arti di Roma ed esposta alla Galleria «La Pigna» della capitale, con esposizioni singole nei trulli di Alberobello.

 

Salvo Currò i Milazzesi lo conoscono, prima che come artista di grande passione e sensibilità, come architetto e insegnante di arte e storia dell’arte nelle scuole. Il suo interesse per l’arte nasce giovane studente, dando testimonianza di quello che un grandissimo artista mondiale della danza, Michail Baryšnikov, danzatore musicale e sensibilissimo e poi direttore artistico della compagnia di balletto nazionale degli Stati Uniti (American Ballet Theatre di New York), ha sempre sostenuto: «Artists are made, not born» (artisti si diventa, non si nasce) con studio, applicazione, costanza, tenacia e forza di volontà, che coronano e sostengono la natura artistica e sensibile di base.

 

Con l’impegno di chi non si sente mai arrivato, Salvo Currò non smette di dipingere, anzi negli anni è arrivato a esporre non solo in tutta Italia, ma anche in Europa e fino al Giappone. Nel mondo lui porta la sua terra, la nostra Sicilia e in particolare Milazzo. La sua tecnica è l’acquerello, delicato, vivace, intenso e sfumato allo stesso tempo, adatto a esprimere l’essenza dei soggetti.

 

Un po’ naïf per la libertà di fronte alle tecniche accademiche di controno e tratteggio e per la predilezione dello spazio ampio, delle rappresentazioni d’insieme e delle raffigurazioni paesaggistiche e ambientali. Gli acquerelli di Salvo Currò, che osservo e ammiro da tenera età, avendo la fortuna di avere qualche firma sua sulle pareti di casa mia — mi sia concessa questa nota personale —, mostrano una dipendenza dalla fotografia, ma superano l’attimo dell’impressione per diventare ‘vivi’. Anche i soggetti per definizione fermi (es. scorci di città e panorami urbani) nelle pennellate di Salvo Currò acquistano la vita che hanno nel momento in cui il pittore li coglie, vita che viene trasferita nell’acquerello: in Panorama dal mare, che rappresenta una ‘cartolina’ del levante milazzese, si sentono i gabbiani, il vento, le onde; si vedono i pescatori di Vaccarella che tirano in secco le barche cariche di pesce.

 

Il successo di Salvo Currò è il suo essere artista nel mondo, non fuori da esso. Il pubblico è così attratto dal vedere ciò che può vedere tutti i giorni, ma con gli occhi di Salvo Currò: così riesce a entrare nella psiche dell’artista, fondendosi quasi. La bellezza e l’originalità dei quadri dell’acquerellista milazzese sta nel pressocché costante senso di incompiutezza dei quadri. Tuttavia, l’incompiutezza non va letta con lo psicologismo di un eventuale vuoto interiore del pittore, ma al contrario con la volontà del pittore di interagire con il pubblico. È come se Salvo Currò dicesse all’osservatore: «Questo è quello che vedo io, lo spazio bianco riempilo tu come senti», sicché l’arte genera arte nella mente di chi guarda, dando vita a infinite combinazioni, quanto infinite possono essere le sensibilità individuali.

 

http://www.siciliapress.it/default.asp?sel=contenuto&id=7133

messinaweb.eu – Messina. Presso i locali della Università Unipegaso-Messina, Corso Cavour, alla presenza del Presidente on.le Nanni Ricevuto, si è svolta la cerimonia di pre-finissage della mostra d arte pittorica del maestro Arch. Salvo Currò, di Milazzo.

Maria Teresa Prestigiacomo –

Presente il dr Gennaro Galdi per l’Accademia Euromediterranea delle Arti a.c., i membri soci dell’Accademia arch Aurora Coppolino e  la fotografa d arte Liliana Coppolino; inoltre il Comm. Domenico Venuti che ha porto un saluto, in qualità di presidente del Centro di Studi universitari, sezione di Messina. Ha preso la parola la dott.ssa Anna Maria Celi che  ha ricordato le più salienti tappe artistiche del maestro ed i Premi e riconoscimenti più prestigiosi conseguiti. L On.le Ricevuto ha tessuto parole di elogio per il maestro per la sua arte, in particolar modo per la fattura delle maschere apotropaiche; il maestro Currò ha ringraziato i presenti, illustrandola sua tecnica ad acqua, difficile ed antica, composta ed elegante.

La mostra si compone di  “quadri” che esaltano il ciclo carolingio, i paladini di Francia, le lotte dei Mori, il ciclo dei carretti siciliani, delle ceramiche di Caltagirone, antropomorfe e coloratissime, il ciclo dei borghi marinari e dei paesi nebroidei con le loro “pietre” che rappresentano le storie, le vite delle persone che si sono , via via avvicendate nei magici luoghi siciliani dei casolari, delle case al borgo….inoltre vi è un ciclo, quello dei pesci del Mediterraneo che  guarda con occhi diversi il mondo: il mondo degli umani visti dal mondo dei pesci, sbigottiti di fronte a ciò che sta accadendo sotto i loro occhi attoniti, nel cuore antico del Mediterraneo, crocevia di culture, luogo mix tra “liquido e solido” come affermava un sociologo del Mediterraneo.

E’ stato ricordato come l’artista sia stato premiato al Palazzo Pontificio a Roma, per Mare Nostrum, con una grandiosa Mostra organizzata dall’Accademia Euromediterranea delle Arti ed alle Ciminiere, con una menzione speciale,  alla mostra dal titolo Cinema è Pittura.

 

http://www.messinaweb.eu/homepage/chi-siamo/chi-siamo/item/1546-messina-presso-i-locali-della-universita-unipegaso-messina-corso-cavour-alla-presenza-del-presidente-on-le-nanni-ricevuto-si-e-svolta-la-cerimonia-di-pre-finissage-della-mostra-d-arte-pittorica-del-maestro-arch-salvo-curro-di-milazzo.html

Solo pesci di Salvo Currò: il mondo in un occhio | SiciliaPress.it

Sono #solopesci quelli di Salvo Currò? —

 

Domenico Giuseppe Muscianisi – Nella poesia esiste la figura retorica della metonimia, che dà occasione al poeta di traslare un nome a un significato su un piano semantico differente. Per esempio, il poeta può dire «vele» e indicare le “navi” nella loro interezza: una parte per il tutto.

Sono, dunque, #solopesci quelli di Salvo Currò?

Chiunque abbia visto l’occhio di un pesce, si accorge subito che i pesci di Salvo Currò non hanno occhi di pesce. Chiunque abbia dimestichezza con il mare, sa che l’occhio di un pesce dice molto sulla sua storia. Chiunque legga i testi antichi, trova che dagli occhi di un pesce sacerdoti e indovini prevedevano il futuro.

Chiunque guardi una tela o un acquerello di Salvo Currò, non vede #solopesci esposti nella sala ristorante e al primo piano dell’Eolian Milazzo Hotel. Il visitatore attento come il distratto passante non può non soffermarsi al ‘sigillo’, la sphragis — dicevano i Greci antichi —, dell’artista Currò: un occhio che fa da specchio, in cui ci si riflette o semplicemente attraverso il quale si immagina un mondo altro.

L’acquerello e l’acrilico misto ad acqua sono le tecniche di Currò e hanno, infatti, una forza intrinseca che sta nello sfumato dei contorni, liberi dai confini della tela o del foglio, e nell’effetto visivo fluido e morbido come di chi accarezza il mare. La peculiarità di Currò sta anche nella composizione di più pannelli che fanno la “tela”, suggerendo un’idea di frammentarietà e allo stesso tempo di continuità nella mente dello spettatore, che è sempre partecipe dell’opera dell’artista, come ho già scritto in altri articoli sulle mostre di Salvo Currò.

La sera del 1° agosto 2016 presso la sala conferenze dell’Eolian Milazzo Hotel amici ed estimatori hanno partecipato all’inaugurazione della mostra #solopesci di Salvo Currò, introdotta da una curiosa e suggestiva presentazione del Dr Santi Cassisi, primo ricercatore presso l’Osservatorio Astronomico di Teramo, nonché appassionato e competente subaqueo, che ha descritto su linee parallele il mondo marino e l’universo stellare: infiniti entrambi, entrambi misteriosi e adatti sia all’immaginario poetico dell’artista sia allo studio scientifico del ricercatore.

Occhi di pesce negli acquerelli, occhi di mondo sul mare, occhi di Salvo Currò sul mondo, occhi che nella forma globulare rappresentano il mondo stesso nelle sue diversità. La metafora traspare dai tentacoli di un polpo che su una tela di Currò aggroviglia alcuni pesci e nella spirale delle estremità mostra cento occhi, come un mostro del mito antico (foto). Gli stessi occhi si ritrovano anche in quelli del Vecchio con pipa, l’unico non-pesce tra i#solopesci di Currò, oggetto e, al contempo, interprete della visione di una scena di pesca dalla quale non traspare lo sgomento di un momento naturale, ma indubbiamente cruento: rimane, invece, un tripudio di colori fatti della stessa sostanza in cui vivono i pesci, l’acqua.

http://www.siciliapress.it/2016/08/03/solo-pesci-di-salvo-curro-il-mondo-in-un-occhio/

#Solopesci, all’Eolian Milazzo l’arte prima si guarda e poi si mangia | oggimilazzo.it

Una mostra dedicata al mare e un menù creato da uno degli chef emergenti più bravi d’Italia ispirato ai dipinti. All’interno del nuovo ristorante dell’Eolian Milazzo, la struttura alberghiera più prestigiosa del comprensorio con 4 stelle superior, da oggi, 1 agosto, si darà vita ad un esperimento che vede una inedita sinergia tra il pittore Salvo Currò e lo chef Davide Guidara. Non solo si potranno ammirare le cinquanta tele e acquerelli che vedono protagonisti i pesci e il mare azzurro declinato in tante varianti ma, anche, sedersi a gustare portate ispirate dalle opere d’arte.

 

piatto2Sia la mostra che il menù fisso si chiamano#Solopesci. Perché di arte si parla anche quando ci si siede a tavola. E nel caso specifico dell’Eolian Milazzo non è solo una suggestione quando ai fornelli c’è Davide Guidara, 22 anni, ma un curriculum “stellare” con esperienze al Don Alfonso a Sant’Agata sui due golfi, sulla costiera amalfitana (due stelle Michelin), da Michel Bras (3 stelle Michelin) in Francia, ed, infine, al “Noma” di Copenaghen (tre stelle Michelin) giudicato per ben quattro volte il miglior ristorante del mondo secondo la classifica The World’s 50 Best Restaurants della rivista Restaurant. Un vero talento Guidara, ed ha scelto l’Eolian Milazzo per esprimersi al meglio.

piatto3Il menù, sviluppato dallo chef dell’Eolian Milazzo, nasce osservando i colori, il soggetto, la base con cui vengono colorati. «Io e la mia brigata – spiega Guidara, nato in provincia di Benevento ma con radici messinesi – abbiamo studiato ogni singolo quadro e poi creato la ricetta in base alle emozioni che ci trasmetteva. Il mio quadro preferito – rivela – si chiama “Il solitario”. E’ un pesce che risalta su tutti gli altri con varie tonalità di azzurri. Come la mia cucina piena di contrasti in cui la papilla gustativa gioca sempre. Gli stessi contrasti delle opere di Salvo Currò che vengono visualizzati sui piatti con materie prime di altissima qualità e il ritorno a gusti antichi. Basti pensare che utilizziamo zucchero, sale, burro, aceti, pane prodotti da noi».

Da entrambe le opere d’arte, sia quelle di Currò affisse ai muri della sala che nei piatti di Guidara, emergono con forza i profumi, i sapori, i colori , i paesaggi, il mare. Ciò che prepotentemente colpisce nelle sue opere è la profonda sensibilità con cui l’artista dipinge i pesci. Essi esprimono una forte umanità. I loro “occhi” sembrano voler comunicare allo spettatore un forte messaggio: di gioia, o di terrore a seconda della situazione, ma in ogni caso essi “parlano” allo spettatore.

«Siamo riusciti a creare un gemellaggio profondo tra arte e cucina – conclude Guidara – visitare una mostra e assaggiare un piatto è come seguire due correnti, apparentemente diverse ma che sfociano nello stesso mare. Arte e cucina sono la stessa cosa».

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE A CURA DI EOLIAN MILAZZO)

 

http://www.oggimilazzo.it/2016/08/01/solopesci-alleolian-milazzo-larte-si-guarda-si-mangia/

Le stelle … dal mare al cielo e … ritorno | lacittadimilazzoblog.it

Cosi è intitolata la conferenza che si terrà questa sera, 01 agosto 2016, alle ore 21:00 presso l’Eolian Milazzo Hotel tenuta dal Dott. Santi Cassisi, astrofisico dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Collurania” Vincenzo Cerulli”.

Il Dott. Cassisi, nato a Messina nel ’68, ha conseguito con il massimo dei voti la Laurea in Fisica presso l’Università di Pisa, con tesi dal titolo “Proprietà evolutive delle strutture stellari primordiali”.
La sua passione per gli astri lo ha portato a ottenere diversi riconoscimenti, fino ad approdare all’Osservatorio Astronomico di Collurania in Teramo, dove ad oggi ricopre la carica di Primo Ricercatore.
La sua conoscenza per le stelle non è limitata solo alla volta celeste ma anche alle profondità marine, non perdendo l’occasione, nei suoi ritagli di tempo, di esplorare il mondo sommerso.
Ed è proprio di questo che stasera il Dott. Cassisi parlerà alla cittadinanza che avrà il piacere di ascoltare il parallelismo tra le stelle del cielo e quelle dei fondali milazzesi.

La conferenza sarà presentata dal poliedrico Architetto Salvo Currò, che in occasione inaugurerà la sua mostra di circa 50 quadri a tema marino, in parte ispirati dalle foto scattate dal Dott. Cassisi, aperta al pubblico per tutto il mese di agosto.

Un sodalizio questo, nato casualmente durante una mostra del Dott. Currò svoltasi presso il Castello di Milazzo.

Appuntamento, quello di questa sera, da non perdere per chiunque abbia la curiosità ed il piacere di scoprire come i nostri fondali possano affascinare tanto quanto un cielo stellato.

Simona Caputo & Marco Graziano

 

http://Le stelle … dal mare al cielo e … ritorno

Milazzo, la mostra #solopesci di Salvo Currò all’Eolian | anni60news.com

Mariachiara Pizzino – 

MILAZZO – L’Eolian Milazzo Hotel ospiterà la nuova mostra di Salvo Currò “#solopesci”, dall’1 fino al 31 agosto. L’inaugurazione sarà lunedì alle 21:30. I pesci, che sono i protagonisti dei quadri del pittore milazzese, sono dotati di umanità, parlano all’osservatore con lo sguardo. Sono sempre allegri, contenti e amichevoli. Inoltre i pesci, per lo più tonni e pesce spada, non sono mai rappresentati nel momento della cattura, ma sfuggono sempre all’uomo e si prendono gioco di lui. Sono tutti acquerelli su tele.
La mostra #solopesci verrà presentata da Santi Cassisi, astrofisico INAF dell’Osservatorio Astronomico Teramo con la Conferenza “Le stelle …dal mare al cielo e … ritorno”.
In occasione della mostra l’Eolian Hotel ha preparato il menù “Solo Pesci”, alla scoperta di gusti autentici.
Salvo Currò è un pittore, architetto originario di Milazzo, insegna alla Scuola Media Garibaldi. L’artista ha in attivo anche un’altra mostra, sempre nella città mamertina, nel Monastero delle Benedettine del Castello, che si chiama “Milazzo…Borgo tra i borghi di Sicilia“, e sarà aperta fino ai primi di ottobre.

 

http://www.anni60news.com/2016/07/29/milazzo-la-mostra-solopesci-salvo-curro-alleolian/

Milazzo, in mostra al castello i borghi siciliani di Salvo Currò | oggimilazzo.it

Un luogo magico quello che ospita “la magia” degli acquerelli dell’artista milazzese Salvo Currò, un urban Sketcher, (disegnatore di schizzi urbani), immortalati come in una fotografia, in cui l’artista, docente di tecnologia all’Istituto Comprensivo Primo, è un vero maestro. “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”. Fu questa la riflessione che fece il grande Goethe e da qui parte la ricca produzione degli  acquerelli di Salvo Currò, che i visitatori potranno ammirare al Monastero delle Benedettine fino ad ottobre. Nella sua ampia sala troneggiano gli acquerelli sui Borghi della Sicilia (tre per ogni borgo), realizzati per l’occasione dall’artista che si è voluto soffermare sugli aspetti più caratteristici dei diciotto Borghi; il pane tipico, le provole di Montalbano, i colori e i profumi della nostra magnifica terra spesso criticata ma indubbiamente ricca di fascino, cultura e tradizioni.

Si tratta di un’esposizione che ha lo scopo di accostare gli studenti milazzesi all’arte, alle varie tonalità, ogni acquerello ne usa una diversa, si passa dai quadri monocolore a quelli con colori sgargianti a seconda dell’umore dell’artista. L’idea di questa mostra nasce dall’entrata di Milazzo nel club dei Borghi più belli d’ Italia, fortemente voluta dall’assessore al turismo Piera Trimboli presente all’inaugurazione della mostra, lo scorso 25 giugno, insieme all’assessore alla Pubblica Istruzione Salvatore Presti, che ha parlato dei tanti volti della Sicilia presentati dallo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino.

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Primo Elvira Rigoli ha voluto presentare al pubblico l’artista e l’uomo, soffermandosi sulla grande umanità di Salvo e sul suo grande affetto verso gli alunni. “Come professore – ha detto la preside – ha da sempre mostrato una profonda competenza della propria disciplina, aperto all’innovazione, alla versatilità, ha la capacità, non comune, di riuscire ad instaurare rapporti veri e costruttivi con tutti gli alunni, che riesce a motivare, incoraggiandoli a coltivare i sogni piu’ belli. E’ riduttivo – ha proseguito – inquadrare l’artista Salvo Currò nel gruppo degli urban Sketchers, che dotati di taccuini e di colori danno valore artistico, narrativo ed educativo “al disegno sul posto”, Salvo Currò osserva, cattura ciò che lo emoziona, racconta in modo empatico storie di luoghi, tessuti urbani che vengono proposti al pubblico sulle corde delle emozioni, dei sentimenti e dei ricordi”. La prossima esposizione sarà dedicata al mare ed ai pesci, soggetti apprezzatissimi a Bruxelles dove Salvo Currò è stato l’unico artista a rappresentare la Sicilia, e la location sarà l’Eolian Inn di Milazzo, qui i visitatori potranno vedere da vicino tonni e pesce spada che si prenderanno gioco dell’uomo, ribaltando il loro triste destino. Il “ viaggio” dell’artista proseguirà poi alle Isole Eolie.

http://www.oggimilazzo.it/2016/06/30/milazzo-mostra-al-castello-borghi-siciliani-salvo-curro/

Milazzo ospita la mostra sui borghi più belli della Sicilia | anni60news.com

Mariachiara Pizzino –

MILAZZO – Il monastero delle Benedettine del Castello di Milazzo ospita da sabato la mostra “Milazzo…Borgo tra i borghi di Sicilia” del milazzese Salvo Currò. L’esposizione, si può visitare fino ai primi di ottobre. “La Sicilia non è solo la terrà in cui fioriscono i limoni – afferma l’artista citando lo scrittore Goethe – ma è anche una terra ricca di storia e di cultura, ricca di colori e di tradizioni e da qui parte il viaggio di Io turista che giro tutta la Sicilia con il mio taccuino e prendendo spunto dai diciotto borghi più belli d’Italia”. Questa è la prima di una serie di iniziative che il comune di Milazzo ha in cantiere per quest’anno e per il prossimo in onore dell’entrata tra i Borghi più belli d’Italia, cercherà anche di incentivare a livello scolastico dei progetti che riguardano i borghi della Sicilia.
La mostra è composta da acquerelli realizzati con l’Urban Sketches, una tecnica particolare nata negli Stati Uniti nel 2007, in cui l’artista disegna immediatamente ciò che vede, con la penna, come in una fotografia, in modo veloce e senza usare la gomma e poi passa sopra con l’acquerello. “Ogni singolo quadro scaturisce dalle emozioni che vengono impresse sul foglio con i colori – afferma Salvo Currò – non tutti i quadri sono uguali ma hanno anche tonalità diverse. Ci sono quadri monocolore, con colori sgargianti e altri che danno sul violetto, dipende molto dall’umore del momento in cui dipingo” L’idea della mostra nasce dall’entrata della città mamertina nel club dei Borghi più belli d’Italia ed è stata voluta dall’assessore al Turismo di Piera Trimboli. Alla presentazione che è avvenuta sabato 25 giugno, sono intervenuti oltre all’artista, l’assessore alla Cultura, Salvatore Presti e Elvira Rigoli dirigente dell’Istituto Comprensivo I di Milazzo, che ha presentato la mostra.
La prossima esposizione di Salvo Currò sarà ad agosto con la tematica del mare e dei pesci all’Eolian Inn di Milazzo, ci saranno anche delle serate a tema. Il pittore realizzerà quadri sui tonni e sui pesce spada in modo ironico. Ci saranno dei pesci allegri, che prendono in giro l’uomo.

 

http://www.anni60news.com/2016/06/27/milazzo-ospita-la-mostra-sui-borghi-piu-belli-della-sicilia/

“Norcia, tracce di memoria” – Mostra di foto ed Urban sketch| icmilazzo.gov.it

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Pannelli con foto ricordo del viaggio di istruzione a Norcia, delle classi terze dello scorso anno, e acquerelli realizzati dal prof. Salvo Currò hanno testimoniato il passato, di una zona distrutta, con le sue Tracce di memoria, (titolo della mostra) e voluto lanciare un messaggio di speranza per un presente da ricostruire ed un futuro da rivivere.

La scuola ha realizzato tanti laboratori interessanti, di lingua inglese, francese e spagnolo, di grammatica, di epica, di scienze, informatica e teatrale.

Gli alunni delle classi prime e seconde hanno messo in scena il processo a Galileo Galileiche ha letteralmente entusiasmato i nostri futuri iscritti.

Presente anche il sindaco Giovanni Formica che ha accolto con entusiasmo l’idea del gemellaggio “la scuola adotta un comune” tra la nostra scuola, l’Istituto Comprensivo A. De Gasperi di Norcia ed il sindaco del comune Nicola Alemanno, con cui la nostra Dirigente dott.ssa Elvira Rigoli si è messa in contatto.

L’idea della mostra “Tracce di memoria“ e del gemellaggio è scaturita dal viaggio di istruzione che le nostre classi terze hanno realizzato nell’anno scolastico 2015/2016, occasione in cui, hanno avuto il piacere di visitare Norcia e le sue bellezze storiche, culturali e artistiche, portandosi dietro un bagaglio di conoscenze e di ricordi di un’ esperienza formativa unica e memorabile, testimoniata anche da una serie di stupende foto che attestano lo splendore di una città, con un volto diverso da quello attuale, dopo il doloroso e calamitoso evento, che ha modificato il corso della sua storia, ma non ha intaccato l’orgoglio dei suoi abitanti.

http://www.icmilazzo.gov.it/wp/

Intervista all’artista milazzese Salvo Curro’ – I Borghi di Sicilia/ mostra itinerante

http://www.lettore.org/2016/12/20/i-borghi-piu-belli-ditaliain-sicilia-intervista-allartista-milazzese-salvo-curro/

Oggimilazzo/ I Borghi di Sicilia….secondo Salvo Curro’

http://www.oggimilazzo.it/2016/12/19/milazzo-borghi-sicilia-secondo-salvo-curro/

Sicilia…magia Universale …..di Mariagrazia Caliri

SICILIA…MAGIA UNIVERSALE
“Un artista parla solo delle cose che conosce, delle cose che sa, delle cose con le quali ha vissuto una comunione profonda da sempre, da quando non era neppure cosciente. Quindi il mio legame con la Sicilia è così profondo che viene fuori.
Non credo ci sia al mondo un posto come la Sicilia, almeno per me. Sono un siciliano viziato”. Queste parole di Renato Guttuso racchiudono l’essenza del percorso d’arte e scienza che personaggi passionari , l’artista Salvo Currò e l’astrofisico Santi Cassisi si accingono ad affrontare assieme.
L’Universo dei colori ed i colori dell’Universo, che ci riportano alla nostra Sicilia, anzi alle mille Sicilie per dirla alla maniera di Gesualdo Bufalino.
La Sicilia è paesaggi, è mare, è pesci che giocano allegri in un’atmosfera frizzante, è cielo, è gabbiani che volano liberi e guardano dall’alto il mondo sottostante, è lumie, è peperoncini, è arance, è cassata, granita, carretti, teste di moro, è faro che illumina , è cattedrali, è architettura, in un tripudio di colori sgargianti da cui si sprigionano paesaggi poetici, distese di mare ferme, immobili, di un azzurro “straziante”, in perfetto equilibrio fra realismo magico e fantasia.
Tanti i colori siciliani: il rosso ed il blu, predominanti. L’ esperienza del colore, prende spunto dalla terra di Sicilia e ci accompagna attraverso un itinerario cromatico che tratteggia i significati intimi che l’isola rivela. I magici colori siciliani mostrano il gusto, evocano la sensibilità, richiamano la storia, sintetizzano le nostre tradizioni e diventano musa ispiratrice di questo percorso che lascia senza fiato.
Maria Grazia Caliri

Successo di critica e di pubblico – 2016- mostra #solopesci

https://carlomafera.wordpress.com/2016/09/05/milazzo-la-mostra-solopesci-di-salvo-curro-alleolian-e-stata-un-grande-successo-di-critica-e-di-pubblico/

Successo di critica e di pubblico

Un successo perchè tonni e pescespada hanno interpellato l’uomo nelle sue due dimensioni, quella spirituale e quella materiale

Un aspetto, a conclusione di tutto ciò che è statto già detto, ma che non ha avuto il giusto rilievo, è quello relativo alla prevalenza di tonni e pescespada, nella pittorica di Salvo Currò. Non è un caso perchè è la scelta dell’autore a preferire i due pesci, dove si esprime, meglio di qualsiasi altro, la lotta per la vita nella tradizione siciliana. Due lotte però profondamente differenti. La prima, quella contro il tonno, è una lotta collettiva dove l’uomo ingaggia o meglio ingaggiava più nel passato, con il sistema della “mattanza”, la battaglia per la sopravvivenza. Ora questa tradizione è quasi del tutto scomparsa e il cosiddetto “nemico” forse riesce a farla franca. Salvo Currò, nei suoi quadri vuole dimostrare la capacità del tonno a sfuggire alla cattura come vedremo, ancor meglio, quella ancora più disinvolta del pescespada. Vi è un processo di identificazione con il pesce che è l’uomo stesso che vuole sfuggire al proprio destino beffandosene profondamente. Sono lontani i tempi di Hemingway dove il premio nobel affermava che   L’uomo può essere ucciso, ma non sconfitto .  Salvo Currò si distanzia dalla tesi dell’autore delVecchio e il mare quando affermava che l’uomo non è fatto per la sconfitta e nemmeno che il destino dell’uomo sia necessariamente la vittoria; Hemingway voleva mettere in evidenza  invece che il valore della vita può essere ritrovato soltanto in una ostinata ricerca della vittoria, in una continua lotta per essa, nonostante l’incombere della sconfitta e, più ancora, nonostante la coscienza dell’inevitabilità della sconfitta. Insomma, la condizione umana è una triste tragedia che va tuttavia vissuta con forza, attraversata con coraggio, con un impegno  eroico in cui si crede  nella vittoria. La sconfitta e la morte sono nei fatti, ma nel cuore e nella mente dell’uomo deve esserci comunque il gusto della sfida per la vittoria. Salvo Currò, quando descrive tonni e pescespada, li descrive, in un processo di identificazione dell’uomo e con l’uomo, in una dimensione ludica, spassionata, dove non c’è posto per la tragedia, la vittoria o la sconfitta.

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Il gioco la fa da padrone. La punta del pesce spada mi ricorda quel ritornello della canzone di Lucio Battisti, la collina dei ciliegi che fa : “E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante/cancella col coraggio quella supplica dagli occhi/troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante/e quasi sempre dietro la collina il sole./Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente/ma perché tu non vuoi spaziare con me/volando intorno la tradizione/come un colombo intorno a un pallone frenato/e con un colpo di becco/bene aggiustato forato e lui giù, giù, giù/e noi ancora ancor più su/planando sopra boschi di braccia tese/un sorriso che non ha/né più un volto, né più un’età./E respirando brezze che dilagano su terre/senza limiti e confini/ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini/e più in alto e più in là/se chiudi gli occhi un istante/ora figli dell’immensità./Se segui la mia mente se segui la mia mente/abbandoni facilmente le antiche gelosie/ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i/sentimenti/le anime non hanno sesso né sono mie./Non non temere, tu non sarai preda dei venti/ma perché non mi dài, la tua mano perché?/Potremmo correre sulla collina/e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno)./E dando un calcio ad un sasso/residuo d’inferno e farlo rotolar giù, giù, giù/e noi ancora ancor più su/planando sopra boschi di braccia tese/un sorriso che non ha/né più un volto né più un’età./E respirando brezze che dilagano su terre/senza limiti e confini/ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini/e più in alto e più in là/ora figli dell’immensità.

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Ecco cosa ti dice il pescespada : Vieni con me in questo orizzonte trascendente, oltra la collina dei pregiudizi della gente …. se segui la mia mente – dice il pescespada – abbandonerai le tue paure e verrai con me lassù e avrai il mio stesso sorriso che non ha nè un volto nè un’età. E staremo insieme sempre come figli dell’immensità.

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E il tonno gioca allo stesso modo? Il tonno, secondo Salvo Currò, non è così ludico e filosofico : è proprio più pesante. Rappresenta un pò più l’uomo-massa, l’uomo che gioca ma si adegua. L’uomo che si comporta allo stesso modo dell’altro. Quello che va al centro commerciale anche la domenica. Si diverte consumisticamente a comprare : è insomma l’uomo a una dimensione. I tonni sono raffigurati spesso collettivamente per questo, perchè rappresentano l’anonimità del genere umano quando si riunisce in certi rituali paraludici Mi hanno ricordato questi tonni asseragliati l’uno con l’altro il centro commerciale (nuova camera della morte, quella della vecchia mattanza). Infatti questo è diventato da qualche anno a questa parte il vero protagonista del Regno futuro, vera antitesi del Regno di Dio e territorio indiscusso del principe di questo mondo (Lucifero). Forse egli si chiama cosi perché porta la “luce”, ma non quella dell’anima bensì quella che sollecita e istiga a consumare sempre più. Il centro commerciale è infatti una sorta di paese dei balocchi dove regna sovrano il dio-consumo sganciato da vere esigenze esistenziali. È un “non luogo” che si erge minaccioso oramai in qualsiasi periferia di qualsiasi grande e piccola città. Noi, poveri consumatori, come i tonni di Salvo Currò, ci sentiamo sempre in una condizione di sudditanza psicologica, sempre inadeguati di fronte al nuovo “3×2” o di fronte al nuovo piano tariffario di telefonia mobile. Ci rendiamo conto subito, una volta entrati in questo “antro” simile a quello di Polifemo (il ciclope aveva un occhio solo ad indicare che conosceva e vedeva soltanto la dimensione materiale), che non saremo mai adeguati e non saremo mai abbastanza uguali ai modelli che la società dello spettacolo ci propone. Le merci, che fanno bella mostra, come specchietti per le allodole, fanno promesse di libertà, mai mantenute, e come cantava il grande Lucio Battisti sono “come un gaio cesto di amore che amor non è mai”, riferendosi ad un altro tipo di merce. E anche noi cadiamo nelle reti che la società del consumo ci ha teso. Un gioco che costa, dove il tonno-uomo gioca e viene giocato. Chi sarà il vincitore?

Carlo Mafera

2017- SICILIA…MAGIA UNIVERSALE di SALVO CURRO’

 Una Mostra quella di Salvo Currò che fa seguito alla precedente “Solo Pesci” ripercorrendo con un misterioso “fil rouge” un itinerario spirituale che solo i pittori più sensibili riescono a compiere in modo mirabile. C’è un forte legame tra cielo e terra espresso in modo inequivocabile in ogni suo quadro. Tutti con una parte superiore che rappresenta l’al di là e il desiderio di infinito iscritto nel cuore dell’uomo e una parte inferiore che rappresenta la nostra umanità, la nostra quotidianità che si scontra con  la pesantezza dei problemi materiali con cui ciascuno di noi deve fare i conti. Ma è proprio la spiritualità che nutre la materia e in quadro viene esemplificato magicamente con un gabbiano che nutre i pesci. Ecco è proprio il gabbiano che, con la sua leggerezza, compie questo viaggio simbolico attraverso la Sicilia con i suoi splendidi colori. Un viaggio che attraverso dei luoghi che, più che fisici, sono luoghi dell’anima. Luoghi mitici : quelli del barocco siciliano, quelli dell’Etna con la sua maestosità selvaggia e ancestrale che riporta alla primordialità dell’uomo. Colori dell’anima che sono poi anche quelli dell’universo, calati nella realtà specifica della Sicilia. Si passa quindi dallo infinitamente grande all’ infinitamente piccolo.

 

La Sicilia come la parafrasi dell’universo intero. Tutto esprime grande gioia e vitalità. Il volo del gabbiano trascende la materia e l’attraversa con ottimismo e leggerezza. Si potrebbe dire, senza ombra di dubbio, che nei quadri di Salvo Currò si può contemplare Dio come dice San Bonaventura nel suo libro “Itinerario della mente in Dio”…. “Lo specchio delle cose sensibili ci consente di contemplare Dio non solo per mezzo di esse,come vestigio, ma anche in esse, in quanto cioè egli vi si trova con la sua essenza, potenza, presenza.” Ma vieppiù si può contemplare l’uomo che , nella sua assenza, risulta paradossalmente più presente. Come dice giustamente l’architetto Giancarlo Giugiaro . “L’uomo compare nelle sue manifestazioni : nella buona architettura dei borghi, nei Pupi e nelle Teste di moro, miti che conservano e rimandano al futuro la storia del nostro popolo”. Anche qui un altro meraviglioso ossimoro nell’accostamento, non solo del macrocosmo e del microcosmo, ma anche del passato e del futuro che si sciolgono in un infinito per incontrare il Totalmente Altro in Verità e Bellezza. Mi piace concludere con una frase di Richard Bach nel suo celebre libro “Il gabbiano Jonathan Livingstone :

“Il piccolo e anticonformista Gabbiano Jonathan riesce ad intravedere una nuova via da poter seguire, una via che allontana dalla banalità e dal vuoto del suo precedente stile di vita, e comprende che oltre che del cibo un gabbiano vive ” della luce e del calore del sole, vive del soffio del vento, delle onde spumeggianti del mare e della freschezza dell’aria.”(Richard Bach).

Il viaggio è terminato e si conclude nella nostra splendida Milazzo con il suo castello e l’incantevole panorama di Capo Milazzo con il suo faro che è simbolo di Colui che porta la luce nel nostro mondo oscuro, quello rappresentato in un quadro dove le meduse dentro un mare blu scuro si agitano rappresentando la nostra “parte ombra” desiderosa di uscire fuori e di scoprire nuovi orizzonti metafisici.

Carlo Mafera

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